giovedì 28 gennaio 2021

Mnemonica

Pneumoultramicroscopicsilicovulcanoconiosis 😆...

La parola più lunga in portoghese...

Pneumoultramicroscopicosilicovulcanoconiotico...

La più utile e più lunga parola che ho imparato da un corso di mnemonica...



venerdì 15 giugno 2018

“Il problema del mondo è che le persone intelligenti sono piene di dubbi, mentre le persone stupide sono piene di sicurezza”. C. Bukowski

lunedì 12 marzo 2018

Benni

"Beatrice tutta ne l’etterne rote
fissa con li occhi stava; e io in lei
le luci fissi, di là sù rimote.
Nel suo aspetto tal dentro mi fei,
qual si fé Glauco nel gustar de l’erba
che ’l fé consorto in mar de li altri dèi”.
Oh.. io che guardo fissa, le rote di che? Una scema sembro… NEL SUO ASPETTO TAL DENTRO MI FEI, mi fei… ti fei cosa? E ‘sto Glauco che bruca l’erba, ma chi è? Un caprone?
Te l’immagini uno che torna a casa tutte le sere e ti parla così? “ Mi fé, che mi fei, che hai fetto oggi?”, “cosa si fé stasera…?.
E’ che nel Medioevo noi si deve far quello che vogliono i genitori.
Se mi sente parlare così il mi’babbo banchiere, vado in convento.
Perché nel Medioevo, belline mie, se non si va d’accordo con babbo e mamma mica ci si impasticca, mica si va all’estero con l’Erasmus, mica dallo psicanalista, mica in college.
Noi si va in convento, capito?
E poi ‘sti poeti son dei begli ipocriti, se ne scelgono una da angelicare e poi vanno a troie.
Tutti a via del Prato, al bordello della Mara, e sai che versi.
Come i politici vostri, evviva la famiglia, i valori cristiani, e poi tutti a trombare in giro. Io invece tanto gentile e onesta devo parere. Devo camminare a occhi bassi. Mi sono guardata tutte le merde di cane da casa mia a piazza Santa Maria Novella.
Stefano benni le beatrici

domenica 29 ottobre 2017

  1. Ho provato a convincere i miei esseri dentro ad essere belli anche fuori. Niente... Aniè verso...

giovedì 10 agosto 2017

Pirandello - Ultime volontà

Mie ultime volontà da rispettare:

I. Sia lasciata passare in silenzio la mia morte. Agli amici, ai nemici preghiera non che di parlarne sui giornali, ma di non farne pur cenno. Né annunzi né partecipazioni.

II. Morto, non mi si vesta. Mi s'avvolga, nudo, in un lenzuolo. E niente fiori sul letto e nessun cero acceso.

III. Carro d'infima classe, quello dei poveri. Nudo. E nessuno m'accompagni, né parenti né amici. Il carro, il cavallo, il cocchiere e basta.

IV. Bruciatemi. E il mio corpo, appena arso, sia lasciato disperdere, perché niente, neppure la cenere, vorrei avanzasse di me. Ma se questo non si può fare sia l'urna cineraria portata in Sicilia e murata in qualche rozza pietra della campagna di Girgenti, dove nacqui.

Luigi Pirandello

Analisi su razzismo, antropologia e multiculturalismo - Orrori da Gustare Sicilia '17

In tal modo dimostri solo di essere una persona vuota, non superiore. Mi scuso per la prolissità e mi auguro leggiate. Ma analizziamo un po' di antropologia e iniziamo a definire un po' cosa è o non è il razzismo. Non so quanto servirà, visto che vi si possono dare tutte le argomentazioni del mondo ma tanto sono argomentazioni da ignorante, non degne di essere ascoltate (o nel migliore dei casi, quando riesco a farle capire, improvvisamente ve le scordate dopo 5 minuti, ma ricordiamolo eh, che siete intelligenti!). Partiamo dalle basi di antropologia, cosa ignota ai più e che si affaccia alla sociologia. Il concetto di cultura si associa spesso a quello di confini poiché, per definizione, il confine non è una barriera invalicabile come la intende Trump, ma rappresenta il limite entro il quale "le persone che vi vivono condividono, in misura variabile (vedi nord-sud) un certo numero di valori, usi e costumi", inoltre non è impermeabile ma deve favorire il libero scambio di culture pur preservando quella locale. I risvolti pratici li lascio a te perché non è proprio giornata! Andiamo sul sociale e sulle implicazioni. I gruppi più o meno grandi che si formano, fino alle comunità locali, sono caratterizzati dai criteri di cui sopra. Ogni elemento (qua dovresti avere qualche nozione di psicologia sociale!) che entra in quel nuovo contesto, pur preservando la propria individualità, deve adeguarsi alle regole implicitamente o esplicitamente stabilite in quel gruppo; diversamente si creano caos e tensioni (di solito questo porta all'emergere di un leader che ha il compito di risolvere i conflitti; non per niente, un'organizzazione senza una gerarchia non può sopravvivere, come puoi vedere in un'azienda). Dopo queste premesse, ammesso che le si siano capite, si può confutare il fatto che si usi la storia del razzismo a cazzo di cane. Prima di tutto, perché si parli di "razzismo", ci si deve chiedere "i conflitti fra questi gruppi sono legati a differenze razziali o all'intercedere, in una comunità, di una cultura con usi e costumi che rischiano di rompere l'equilibrio al suo interno?". In psicologia sociale, quando gruppi o comunità si formano c'è una naturale tendenza all'uniformarsi, anche perché i valori vengono spesso direttamente assimilati dall'inizio. Che succede quando entra un esterno (il che varrebbe anche con gli italiani stessi che da una realtà si spostano in un'altra nello stesso paese)? Che deve farsi accettare, pur con la sua individualità, in quel gruppo/comunità. Quello che succede per esempio con l'immigrazione è una cosa che si vede anche con politici mai votati da nessuno e che nessuno sa chi siano. Sono imposti da qualcuno (per esempio, gli immigrati vengono smistati a piacimento, che tu lo voglia o no li avrai tra i piedi) per cui non hanno l'onere di doversi fare accettare, esattamente come un politico nominato non sente l'onere di fare quello che dicono i cittadini. Nelle grandi realtà, come Milano, dove neanche coi miei occhi ho mai visto coesione sociale ma solo isolamento a livello autistici, 1) non ci sono quelle realtà di comunità dove ci si conosce l'un l'altro (se non per lavoro) e l'outsider deve in un certo senso "identificarsi", 2) come nelle grandi città, un po' ovunque è emersa la tendenza (su cui ovviamente giocano i politici che, per fare un esempio già discusso qui, impongono che il tuo comune si deve prendere gli immigrati) a pensare che al giorno d'oggi TUTTO SIA DOVUTO. Ora, qui ci uscirebbe una discussione che mi porterebbe a parlare perfino di meccanismi biologici e comportamentali come il conflitto ingroup-outgroup, per dirne una, ma devierei eccessivamente. Un'ultima criticità, su cui non ho mai visto qualcuno con le idee di BigM3K provare a ragionarci sopra, è il sentirsi più evoluti e intelligenti e incazzarsi se gli si fa notare che i messaggi diffusi soprattutto da chi aveva doppi fini hanno giocato, fatto leva sulle loro emozioni (dobbiamo accoglierliiii, è umanitààà) privandoli (anche grazie all'avanzare di una società alienata e fin troppo veloce) della capacità di analizzare gli aspetti razionali, cosa è pro e cosa è contro, e di fatto manipolandoli. Ora, per quanto comprensibile che a nessuno piaccia sentirsi dire di essere manipolato (noi non possiamo esserlo perché le nostre posizioni "conservatrici", pur con le loro criticità, sono proprio quelle attaccate da chi segue sti nuovi messaggi!), se ti vanti di sentirti più aperto e intelligente, allora dovresti mettere in moto il cervello e non seguire più gli slogan a te favorevoli definendo retrograda una posizione diversa solo perché non è innovativa ma viene comunque vista come funzionale. Dire " soggettivamente io non sentendomi parte di nessuno stato rifiuto le tradizioni e la conservazione" non ti rende più aperto, ti rende vuoto, senza un'identità!