lunedì 12 marzo 2018

Benni

"Beatrice tutta ne l’etterne rote
fissa con li occhi stava; e io in lei
le luci fissi, di là sù rimote.
Nel suo aspetto tal dentro mi fei,
qual si fé Glauco nel gustar de l’erba
che ’l fé consorto in mar de li altri dèi”.
Oh.. io che guardo fissa, le rote di che? Una scema sembro… NEL SUO ASPETTO TAL DENTRO MI FEI, mi fei… ti fei cosa? E ‘sto Glauco che bruca l’erba, ma chi è? Un caprone?
Te l’immagini uno che torna a casa tutte le sere e ti parla così? “ Mi fé, che mi fei, che hai fetto oggi?”, “cosa si fé stasera…?.
E’ che nel Medioevo noi si deve far quello che vogliono i genitori.
Se mi sente parlare così il mi’babbo banchiere, vado in convento.
Perché nel Medioevo, belline mie, se non si va d’accordo con babbo e mamma mica ci si impasticca, mica si va all’estero con l’Erasmus, mica dallo psicanalista, mica in college.
Noi si va in convento, capito?
E poi ‘sti poeti son dei begli ipocriti, se ne scelgono una da angelicare e poi vanno a troie.
Tutti a via del Prato, al bordello della Mara, e sai che versi.
Come i politici vostri, evviva la famiglia, i valori cristiani, e poi tutti a trombare in giro. Io invece tanto gentile e onesta devo parere. Devo camminare a occhi bassi. Mi sono guardata tutte le merde di cane da casa mia a piazza Santa Maria Novella.
Stefano benni le beatrici

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